Nuova segnalazione di pesce scorpione (Pterois miles) nelle acque delle Isole Tremiti: un esemplare adulto fotografato da un subacqueo su fondale roccioso a circa 15 metri. È una delle segnalazioni più settentrionali nell'Adriatico, e conferma la risalita costante di questa specie aliena lungo le coste italiane.
Chi è il pesce scorpione
Originario del Mar Rosso e dell'Indo-Pacifico, è entrato nel Mediterraneo attraverso il Canale di Suez e si sta espandendo rapidamente grazie al riscaldamento delle acque. Inconfondibile: pinne pettorali ampie a ventaglio, livrea a bande rosso-brune e bianche, raggi spinosi evidenti.
Attenzione: è velenoso
Le spine di dorsale, pelviche e anale inoculano un veleno termolabile che provoca dolore intenso, gonfiore e, in soggetti sensibili, reazioni sistemiche. Non è aggressivo, ma non fugge: il rischio è toccarlo inavvertitamente o maneggiarlo male dopo la cattura.
Cosa fare in caso di avvistamento
- Non toccarlo e non tentare di catturarlo a mani nude.
- Fotografa l'esemplare e segnala l'avvistamento alle campagne di citizen science (progetto AlienFish / ISPRA) con luogo, data e profondità.
- Se sei un pescatore e lo catturi: maneggialo con guanti spessi e forbici per rimuovere le spine; non rigettarlo vivo in mare.
In caso di puntura
Immergi subito la parte colpita in acqua molto calda (40–45 °C) per 30–60 minuti: il veleno è sensibile al calore. Rimuovi eventuali frammenti di spina e consulta un medico; se compaiono sintomi generali, pronto soccorso senza esitare.
Un problema, una risorsa
Paradosso utile: le carni del pesce scorpione sono eccellenti, e in molte aree del Mediterraneo orientale la pesca mirata è diventata uno strumento di contenimento. Tolte le spine, si cucina come uno scorfano — di cui è parente. Conoscere la specie, in questo caso, significa anche contenerla.


